Nastro velo vetro per cartongesso: cos'è, grammatura e formati

Team VELOBOX · Ultimo aggiornamento 06 agosto 2026 · 11 min di lettura

Cos'è il nastro velo vetro (velovetro) per cartongesso: feltro in fibra di vetro per armare i giunti. Grammatura, larghezza, formati dei rotoli e posa.

Rotolo di nastro velo vetro in feltro di fibra di vetro per i giunti del cartongesso, parzialmente srotolato su una parete in cartongesso

Il nastro velo vetro (in cantiere spesso scritto velovetro) è un feltro non tessuto in fibra di vetro, largo in genere 50 mm, che si annega nello stucco fresco per armare i giunti del cartongesso ed evitare le crepe. Pesa circa 50 g/m², ha spessore minimo e, a differenza della carta microforata, non va bagnato prima della posa.

In questa guida vediamo cos’è il velo vetro, le sue caratteristiche tecniche (grammatura, larghezza, formati dei rotoli), a cosa serve davvero in cantiere e in cosa si distingue dagli altri nastri di armatura. È la scheda di riferimento sul materiale; per la posa passo-passo e per il confronto con rete e carta trovi le guide dedicate più sotto.

In sintesi

  • Il nastro velo vetro è un feltro non tessuto in fibra di vetro (largh. ~50 mm) da annegare nello stucco.
  • Grammatura tipica ~50 g/m², spessore minimo; non va bagnato (a differenza della carta microforata).
  • È un velo, non una rete: fibre casuali → resistenza uniforme in ogni direzione.
  • Sinonimi: velovetro, feltro di vetro, nastro in fibra di vetro; formato giunti 50 mm × 25-45 m.

Cos’è il velo vetro (e perché si chiama così)

Il velo vetro è un velo non tessuto in fibra di vetro: sottilissime fibre di vetro disposte in modo casuale e legate tra loro a formare un feltro continuo. Non è tessuto né a maglia, ed è proprio questa la differenza che conta rispetto alla rete in fibra di vetro, che è invece una griglia regolare.

La disposizione casuale delle fibre dà al velo una resistenza uniforme in tutte le direzioni: non ha un “verso” più forte e uno più debole come una maglia. Annegato nello stucco, crea un’armatura continua che distribuisce i micro-movimenti delle lastre su una fascia più larga, evitando la classica fessurazione lungo la fuga.

Macro della trama in fibra di vetro del velo vetro: fibre sottili intrecciate in modo casuale a formare un feltro non tessuto

Il nome cambia da cantiere a cantiere e da catalogo a catalogo, ma il materiale è sempre lo stesso. Lo trovi come:

  • velo vetro o nastro in velo vetro (la forma più cercata, staccata)
  • velovetro (tutto attaccato, gergo da addetti)
  • velo di vetro, o veli di vetro al plurale (variante colloquiale)
  • feltro di vetro o feltro in fibra di vetro
  • nastro in fibra di vetro per giunti

Sono sinonimi. L’unica vera trappola terminologica è confonderlo con la rete in fibra di vetro: stesso materiale di base, ma struttura, spessore e modo di posa completamente diversi.

Velovetro per cartongesso e velovetro per guaine: due prodotti diversi

Chi cerca “velovetro” incontra spesso anche un altro materiale: il velo di vetro che arma le membrane bituminose delle coperture. Diversi produttori di guaine chiamano “velovetro” proprio quella linea di prodotti, ed è un velo pesante venduto in rotoli da un metro, destinato ai tetti. Il principio costruttivo è lo stesso, un non tessuto in fibra di vetro, ma l’impiego non c’entra nulla col cartongesso. Il nastro per giunti di questa guida è il velo leggero da circa 50 g/m², in rotoli da 50 mm, da annegare nello stucco. Esiste anche un terzo uso, il velo accoppiato a rete come supporto delle lastre di marmo. In breve: se il problema è un tetto serve una guaina, se è un giunto che crepa il materiale giusto è questo.

Caratteristiche tecniche del nastro velo vetro

Le specifiche variano un po’ tra produttori, ma il nastro velo vetro per giunti di cartongesso ha valori di riferimento abbastanza costanti:

CaratteristicaValore tipico
MaterialeFeltro non tessuto in fibra di vetro
Grammatura~50 g/m² (varianti più leggere ~35, più pesanti fino a ~75)
Larghezza50 mm (lo standard per i giunti)
Lunghezza rotoloda 25 m (vendita al banco) fino a 45 m e oltre (professionale)
SpessoreMinimo, frazioni di millimetro
PosaAnnegato nel primo strato di stucco fresco
Comportamento al fuocoIncombustibile (la fibra di vetro non brucia)
Sensibilità all’umiditàStabile: non si gonfia né va bagnato prima della posa

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Due numeri meritano un commento. La grammatura è il dato che distingue i prodotti: un velo da circa 50 g/m² è il compromesso giusto tra robustezza e spessore per la stuccatura dei giunti; veli più leggeri (~35 g/m²) si posano in modo ancora più invisibile ma sono pensati più per rivestire superfici che per armare giunti vivi, mentre i più pesanti (~70-75 g/m²) si riservano a riprese gravose e supporti che lavorano molto. La regola pratica di cantiere è semplice: per i giunti del cartongesso si resta sul velovetro bianco da 50 g/m² e si sale di grammatura solo dove la fessurazione è un problema ricorrente. La larghezza di 50 mm è quasi un’unità di misura del settore: copre la fuga e un margine sufficiente di lastra per ancorare bene l’armatura, ed è il formato su cui sono tarati gli accessori di posa, VELOBOX compreso.

Come riconoscere un buon velo vetro: è di un bianco uniforme, ha una mano morbida e leggermente “lanosa” (le fibre non sono incollate a maglia rigida) e si strappa pulito nel senso trasversale senza filare. Un velo troppo rado lascia intravedere lo stucco e arma meno; uno troppo denso fa spessore e si rasa peggio. Diffida dei rotoli con bordi sfilacciati o fibre che si staccano già al tatto: si poseranno male e lasceranno pelucchi nello stucco.

La funzione del velo vetro è una sola, ma decisiva: armare il giunto tra due lastre perché non crepi. Due pannelli adiacenti si muovono in modo leggermente diverso al variare di temperatura e umidità; senza un nastro che leghi i due bordi, prima o poi la fuga si fessura e la crepa affiora attraverso la pittura.

Il velo vetro lavora particolarmente bene sui giunti non smussati (piani), cioè i lati tagliati delle lastre, le riprese e gli innesti, dove non c’è l’incavo di fabbrica a nascondere il nastro e serve quindi lo spessore più sottile possibile. È anche la scelta di chi cerca una superficie più piana per la rasatura ai livelli di finitura più alti.

Il principio di posa è semplice: un primo letto di stucco, il velo vetro annegato e tirato bene, un secondo strato di copertura, poi carteggiatura e rasatura. La sequenza completa, con attrezzi ed errori da evitare, è nella guida come applicare il velo vetro sui giunti del cartongesso. Il livello di finitura sopra il giunto armato, da Q1 a Q4, è codificato dalla norma UNI 11424 ed è spiegato nella guida sulla stuccatura dei giunti e i livelli Q1-Q4.

Velo vetro, rete o carta: le differenze in breve

Il velo vetro non è l’unico nastro di armatura, ed è importante non confonderlo con gli altri due:

Velo vetroCarta microforataRete autoadesiva
StrutturaFeltro non tessuto in fibra di vetroCarta ad alta resistenza microforataMaglia in fibra di vetro
PosaAnnegato nello stucco frescoAnnegata nello stucco (spesso pre-bagnata)A secco, autoadesiva
SpessoreMinimoMedioIl più alto dei tre
Punto di forzaFinitura liscia sui giunti piani e di taglioMassima resistenza in trazioneVelocità nelle riparazioni
Uso idealeGiunti non smussati, riprese, rasature Q3-Q4Giunti smussati di fabbrica, angoli interniRiparazioni rapide, piccoli interventi
Attenzione aVa teso bene, senza piegheBolle se posata maleCon stucchi in pasta, più rischio crepe

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Il confronto completo, giunto per giunto, è nella guida velo vetro, carta microforata o rete: quale nastro usare.

Quanto costa il nastro velo vetro e dove si compra

Il consumo è facile da stimare: circa 1 metro di nastro per ogni metro lineare di giunto, più un piccolo margine per gli innesti e i tagli. Un rotolo da 45 m copre quindi circa 45 metri di fuga al netto degli sfridi: per fare un’idea, una stanza con qualche parete e un controsoffitto si misura in decine di metri di giunto, quindi è normale consumare più rotoli a cantiere.

Sul costo, il velo vetro è uno dei materiali di consumo più economici della stuccatura: pochi euro a rotolo, ben sotto il costo dello stucco che serve a posarlo. La voce di spesa vera non è il nastro, è il tempo di posa.

Si trova nelle rivendite edili, nei centri specializzati in cartongesso, in alcune ferramenta e online; i marchi più diffusi sono Knauf, Gyproc (Saint-Gobain), Fassa Bortolo e Akifix. Le misure dei rotoli cambiano poco da una marca all’altra: per il velo vetro Knauf le abbiamo verificate a mano, per le altre trovi lì l’auto-check delle due quote che contano. Una precisazione utile per chi cerca il velo vetro nelle grandi catene di bricolage (Leroy Merlin, Bricoman e simili): lì il “nastro per giunti in fibra di vetro” a scaffale è quasi sempre la rete autoadesiva, non il velo. Il velo classico da annegare si trova molto più facilmente in rivendita edile o online. Al momento dell’acquisto controlla due cose: che sia appunto la versione da annegare (non autoadesiva) se cerchi la finitura migliore, e la larghezza da 50 mm, lo standard per i giunti.

Due rotoli di nastro velo vetro da 50 mm accanto a una spatola e a un secchiello di stucco, su un banco da lavoro

Come si applica, in sintesi

Per chi vuole solo il riassunto della posa:

  1. Stendi un primo strato di stucco a presa lungo la fuga.
  2. Annega il velo vetro nello stucco fresco, tirandolo bene con la spatola per togliere bolle e pieghe.
  3. Copri con un secondo strato di stucco, lisciando i bordi a zero.
  4. A secco, carteggia e rasa fino al livello di finitura richiesto.

Negli angoli interni il velo si piega a libro lungo la mezzeria e si annega un lato per volta; il procedimento completo, con paraspigoli e banda armata per gli spigoli, è nella guida agli angoli in cartongesso.

Il collo di bottiglia non è il materiale, è il gesto ripetuto: srotolare, tendere, tagliare, decine di volte. È esattamente il problema per cui è nato VELOBOX, il dispenser che eroga il velo vetro (e anche carta microforata e retina) con una sola mano, a tensione costante e con un taglio netto integrato: l’unico applicatore sul mercato compatibile con il velo vetro.

Il dispenser VELOBOX eroga verticalmente il nastro velo vetro tenuto con una sola mano in cantiere

Vedi anche le istruzioni d’uso passo-passo di VELOBOX con i tre adattatori per velo vetro, carta microforata e retina.

Domande frequenti

Che cos’è il velo vetro? È un feltro non tessuto in fibra di vetro: un nastro sottile con le fibre disposte in modo casuale, che si annega nello stucco fresco per armare i giunti del cartongesso. Si chiama anche velovetro, feltro di vetro o nastro in fibra di vetro.

Si scrive velovetro o velo vetro? Sono la stessa cosa: velovetro è la grafia tutta attaccata usata in cantiere e nei listini, velo vetro (o velo di vetro) quella dei cataloghi tecnici. Il materiale non cambia: un feltro non tessuto in fibra di vetro da annegare nello stucco.

Il velovetro delle guaine bituminose è lo stesso del cartongesso? No: quello delle guaine è un velo pesante che arma le membrane impermeabilizzanti dei tetti, in rotoli da un metro. Il nastro per cartongesso è un feltro leggero da ~50 g/m² in rotoli da 50 mm, da annegare nello stucco dei giunti.

Quanto pesa il velo vetro? Che grammatura ha? Il nastro per giunti ha una grammatura tipica intorno ai 50 g/m². Esistono veli più leggeri (~35 g/m²) e versioni più pesanti (fino a ~75 g/m²); per i giunti del cartongesso il riferimento è il velo bianco da circa 50 g/m².

Che differenza c’è tra velo vetro e nastro in fibra di vetro? Sono lo stesso materiale: il velo vetro è fatto di fibra di vetro. L’ambiguità nasce con la rete in fibra di vetro, che è invece una maglia autoadesiva più spessa. Il velo è un feltro da annegare nello stucco; la rete è una griglia elastica da applicare a secco.

Dove si compra il nastro velo vetro? Nelle rivendite edili, nei centri specializzati in cartongesso, in alcune ferramenta e online. Nei grandi negozi di bricolage (Leroy Merlin, Bricoman) il nastro in fibra di vetro a scaffale è quasi sempre la rete autoadesiva: il velo da annegare si trova più facilmente in rivendita edile. Formato più diffuso: rotolo da 50 mm, lunghezza da 25 m in su.

Il velo vetro è autoadesivo? La versione classica da professionisti non è autoadesiva: si annega nello stucco fresco. Esistono anche veli autoadesivi, più rapidi ma con un piccolo spessore. Per la finitura migliore si preferisce quella da annegare.


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