Paraspigoli per cartongesso: quali scegliere e come fissarli

Team VELOBOX · Ultimo aggiornamento 28 settembre 2026 · 11 min di lettura

Paraspigoli per cartongesso in metallo, PVC o carta: misure, quale scegliere e come fissarli nello stucco a piombo, senza graffette.

Angolo esterno di una parete in cartongesso con paraspigolo annegato nello stucco e angolo interno rinforzato col nastro

Il paraspigolo per cartongesso è un profilo rigido (metallo zincato, alluminio, PVC o con nastro) che si alletta nello stucco sull’angolo esterno per dare uno spigolo dritto e resistente agli urti: lo tiene lo stucco, non le graffette, e si copre in più strati di rasatura. L’angolo interno (concavo) non lo richiede: lì si rinforza con un nastro piegato a libro e annegato nello stucco sui due lati. In entrambi i casi l’armatura va posata tesa e ben annegata, mai rasata troppo sottile sullo spigolo: è così che si evitano crepe e scheggiature.

In questa guida vediamo, da cantiere, quale paraspigolo scegliere e come fissarlo sugli angoli esterni, la tecnica del nastro per gli angoli interni, e gli errori che portano a crepe e spigoli scheggiati. Per le basi del nastro di rinforzo parti dalla guida al nastro velo vetro per cartongesso.

In sintesi

  • Angolo interno (concavo): nastro piegato a libro, annegato nello stucco sui due lati.
  • Angolo esterno (spigolo): paraspigolo rigido annegato nello stucco e messo a piombo.
  • Scegli il profilo per l’ambiente: metallo/alluminio all’asciutto, PVC in bagno/esterni.
  • Mai poco stucco sotto il profilo né rasatura troppo sottile: è lì che lo spigolo si scheggia.

Angoli interni ed esterni: due lavorazioni diverse

Il primo errore è trattare tutti gli angoli allo stesso modo. L’angolo interno e quello esterno hanno problemi opposti e si risolvono con materiali diversi.

Tipo di angoloFormaProblema principaleSoluzione
Interno (concavo)Rientranza tra due paretiCrepa lungo la linea d’angolo per i movimentiNastro piegato a libro, annegato sui due lati
Esterno (convesso)Spigolo sporgenteUrti, scheggiature, spigolo non drittoParaspigolo rigido annegato nello stucco

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L’angolo interno è un giunto come gli altri, solo piegato: si crepa per gli stessi motivi di un giunto piano che si fessura. L’angolo esterno, invece, è un problema meccanico: è il punto più esposto della parete, quello che prende le borsate, i carrelli e gli spallate, e che senza protezione si scheggia subito.

Prima del profilo viene la struttura

Nessun paraspigolo salva un angolo costruito male: se le lastre sono avvitate “in aria”, senza montanti accoppiati sullo spigolo, l’angolo si muove e la finitura cavilla comunque. Orditura, incrocio delle lastre e passo delle viti sono trattati nella guida su come si costruisce un angolo in cartongesso.

Qui diamo per buona la struttura e vediamo la parte di rinforzo: il nastro per l’angolo interno, il paraspigolo (detto anche angolare per cartongesso) per quello esterno.

Angoli interni: il nastro piegato a libro

Negli angoli interni l’armatura serve a distribuire il movimento dei due lati ed evitare la classica crepa “in riga” lungo lo spigolo concavo. La tecnica è quella della posa del nastro, applicata alla piega:

  1. Piega il nastro a libro lungo la sua linea centrale. La carta microforata ha una cordonatura apposta che la fa piegare dritta: è il motivo per cui in molti cantieri resta lo standard sugli angoli. Anche il velo vetro funziona bene, a patto di tenerlo teso mentre lo si piega nell’angolo.
  2. Stendi lo stucco sui due lati dell’angolo, non solo su uno.
  3. Annega il nastro premendolo nello spigolo con la punta della spatola o con una spatola da angoli, tenendolo teso e centrato: niente bolle, niente piega storta che lascia un lato scoperto.
  4. Rasa a finire in due passaggi una volta asciutto.

La rete autoadesiva negli angoli interni che lavorano è sconsigliata: la maglia elastica asseconda i micro-movimenti invece di contrastarli, e lo spigolo torna a cavillare. Per la scelta del nastro giusto vedi il confronto tra velo vetro, carta microforata e rete, e per la posa a regola d’arte la guida su come applicare il velo vetro.

Quale paraspigolo scegliere: angolari in metallo, PVC o carta

Sull’angolo esterno il nastro da solo non basta: serve un paraspigolo, un profilo che dà allo spigolo una linea dritta e una resistenza meccanica che la sola finitura non può garantire. In negozio lo trovi anche come angolare per cartongesso o, più semplicemente, come “spigoli per cartongesso”: è lo stesso pezzo. I tipi più usati:

ParaspigoloQuando usarloNote
Metallo zincatoAmbienti asciutti, spigoli molto espostiRigido ed economico; può arrugginire se l’intonaco è umido
AlluminioAmbienti asciuttiNon arrugginisce, leggero, si taglia facile
PVC (plastica)Bagni, cucine, esterni, zone umideInossidabile; alcuni hanno alette in rete per l’annegamento
Carta con bandelle metallicheSpigoli a vista, archi, angoli non a 90°Si annega come un nastro nello stucco: spigoli puliti, segue qualsiasi angolo
Flessibile / regolabileAngoli fuori squadra, non a 90°L’anima si piega all’angolo reale

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La scelta dipende dall’ambiente e dall’esposizione: in un corridoio di passaggio un profilo metallico regge meglio le borsate; in un bagno il PVC evita le righe di ruggine; per uno spigolo a vista in luce radente, o per un arco, il paraspigolo in carta dà la linea più pulita.

Misure dei paraspigoli per cartongesso

I formati in commercio sono pochi, e conoscerli evita di comprare il profilo sbagliato:

TipoMisura più comuneFormato di vendita
Metallo zincato foratoali 30x30 mmbarre da 3 m
Metallo ad angolo variabileali 30x30 mmbarre da 3 m
PVC foratoali 25x25 mmbarre da 3 m
Carta con bandelle metallichelarghezza 50 mmrotoli da 30 m

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Su una parete di altezza normale (2,70 m) una barra da 3 m basta per uno spigolo, con uno sfrido corto. Sopra i 3 m si accostano due barre testa a testa e si allineano con la livella. Sovrapporle è un errore: lo spessore in più stampa nella rasatura.

L’ala conta anche per lo stucco. Sui 30 mm il raccordo da rasare è più largo, perché il bordo del profilo va nascosto più lontano dallo spigolo; il 25 mm in PVC si chiude con meno materiale. Il rotolo in carta, invece, conviene quando gli spigoli sono tanti e di misure diverse, come nicchie e cassettoni: si taglia con le forbici all’altezza esatta e non lascia spezzoni di barra.

Paraspigolo in carta con bandelle: come si posa

Il paraspigolo in carta è un nastro con due bandelle metalliche affiancate e distanziate lungo l’asse, che gli permettono di piegarsi a qualsiasi angolo mantenendo lo spigolo dritto. Non si fissa a secco: si annega come un nastro, con la sequenza che Fibran indica nella scheda del suo nastro paraspigoli:

  1. Pulisci lo spigolo dalla polvere di taglio, su cui lo stucco non aggrappa.
  2. Stendi circa 3 mm di stucco sui due lati dello spigolo.
  3. Piega il nastro con le bandelle rivolte verso lo spigolo e premilo bene sull’angolo con la spatola.
  4. Togli lo stucco in eccesso che esce dai bordi, poi dai la seconda mano.
  5. Se serve, una terza mano, e a stucco asciutto una carteggiatura leggera.

Rispetto al profilo rigido è più preciso sugli angoli che non sono a 90°, per esempio un arco o una mansarda. Regge però meno gli urti di una barra metallica: sugli spigoli di un corridoio di passaggio resta meglio il metallo.

Come fissare il paraspigolo: la posa passo-passo

Fissare il paraspigolo sull’angolo esterno è una sequenza precisa. Non affidarti alle sole graffette: è lo stucco sotto il profilo a tenerlo.

  1. Taglia il paraspigolo a misura con la cesoia, lasciando qualche millimetro di tolleranza. Negli incroci taglia a 45° per affiancare due profili senza accavallarli.
  2. Stendi un letto di stucco a presa su entrambi i lati dello spigolo.
  3. Annega il profilo e mettilo a piombo: premilo nello stucco controllando con la livella che sia dritto e in asse, facendo uscire l’eccesso dai fori.
  4. Rasa in due o tre strati progressivamente più larghi, raccordando lo spigolo alla parete. Non chiudere tutto in una mano sola.
  5. Carteggia a finire con grana fine, senza scoprire il bordo del profilo.

Lo spessore della rasatura sopra il paraspigolo segue gli stessi livelli di finitura Q1-Q4 della norma UNI 11424 che trovi spiegati nella guida alla stuccatura e ai livelli Q1-Q4.

Dal cantiere: il paraspigolo lo tiene lo stucco, non le graffette. Se battendoci l’unghia “suona”, sotto c’è aria: toglilo e rimettilo in un letto pieno, altrimenti al primo urto salta via con tutto lo spigolo.

Errori comuni su angoli e paraspigoli

I difetti che fanno tornare indietro un lavoro sugli angoli sono quasi sempre questi:

  • Paraspigolo non a piombo: uno spigolo storto si vede a colpo d’occhio in luce radente e non si raddrizza con la rasatura.
  • Troppo poco stucco sotto il profilo: fissato a secco o con sole graffe, il paraspigolo “suona” e si stacca; deve essere annegato in un letto pieno.
  • Rasatura tirata troppo sottile sullo spigolo: lascia il profilo scoperto e lo spigolo fragile, pronto a scheggiarsi al primo urto. È lo stesso meccanismo degli errori di rasatura sui giunti.
  • Nastro dell’angolo interno posato storto o lasco: un lato resta scoperto e l’angolo cavilla.
  • Incroci non gestiti: dove due angoli si incontrano (es. spigolo + soffitto) i nastri e i profili vanno raccordati a 45°, non sovrapposti, per non creare uno spessore che poi stampa.

Angoli interni a tensione costante: il ruolo del dispenser

Il punto critico dell’angolo interno è lo stesso del giunto piano: annegare il nastro teso, centrato e senza bolle, anche piegandolo nello spigolo con una sola mano mentre si è in equilibrio su una scala. È esattamente il problema per cui è nato VELOBOX: un dispenser portatile che eroga il velo vetro a tensione costante con una sola mano (e, con i tre adattatori intercambiabili, anche carta microforata e retina), mantenendolo pulito e teso fino al taglio con l’aletta integrata. Il nastro arriva sull’angolo già teso, pronto da piegare e premere nello stucco.

VELOBOX eroga il nastro in verticale a tensione costante con una sola mano, pronto da piegare a libro negli angoli interni del cartongesso

Per il cambio adattatore sui tre materiali vedi le istruzioni d’uso di VELOBOX.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra angolo interno ed esterno nel cartongesso? L’angolo interno (concavo) è dove due pareti si incontrano formando una rientranza: si rinforza con un nastro piegato a libro e annegato nello stucco sui due lati. L’angolo esterno (convesso) è uno spigolo sporgente, esposto agli urti: si protegge con un paraspigolo, un profilo rigido annegato nello stucco. Sono due lavorazioni diverse con materiali diversi.

Quale paraspigolo usare per il cartongesso? Per gli ambienti asciutti va bene il paraspigolo in metallo zincato o in alluminio, economico e rigido. In bagni, cucine ed esterni conviene il PVC (plastica), che non arrugginisce. Il paraspigolo in carta con bandelle metalliche si annega come un nastro, dà spigoli molto puliti e segue anche archi e angoli non a 90°. Per angoli fuori squadra esistono profili flessibili regolabili.

Come si rinforza un angolo interno del cartongesso? Si piega il nastro a libro lungo la sua cordonatura (la carta microforata ha una piega centrale apposta), si stende lo stucco sui due lati dell’angolo, si annega il nastro premendolo nello spigolo con la spatola tenendolo teso, e si rasa a finire. Il velo vetro va bene se posato ben teso; la rete autoadesiva è sconsigliata negli angoli che lavorano.

Perché si scheggiano gli spigoli del cartongesso? Quasi sempre perché manca un paraspigolo, oppure perché lo stucco sopra il profilo è tirato troppo sottile e non protegge lo spigolo dagli urti. Un paraspigolo ben annegato e una rasatura di spessore adeguato rendono lo spigolo molto più resistente. Sugli angoli esposti al passaggio conviene un profilo metallico.

Come si fa un angolo in cartongesso? Prima la struttura: montanti accoppiati sullo spigolo perché entrambe le lastre abbiano appoggio pieno, lastre incrociate (una passa, l’altra si appoggia di testa) e viti ogni 25 cm. Poi la finitura: nastro piegato a libro per l’angolo interno, paraspigolo annegato nello stucco e messo a piombo per quello esterno.

Che misure hanno i paraspigoli per cartongesso? Il paraspigolo metallico più diffuso è la barra da 3 metri con ali da 30x30 mm; in PVC si trova spesso da 25x25 mm, sempre in barre da 3 metri. Il paraspigolo in carta con bandelle metalliche è un nastro largo 50 mm venduto in rotoli da 30 metri, da tagliare a misura. Per una parete di 2,70 m basta una barra per spigolo.

Come si fissa il paraspigolo al cartongesso: graffette o stucco? Lo tiene lo stucco: il profilo si alletta in un letto di stucco a presa steso sui due lati dello spigolo e si mette a piombo, facendo uscire l’eccesso dai fori. Le graffette servono al massimo a tenerlo fermo mentre lo stucco fa presa: da sole non bastano, e un profilo fissato a secco suona a vuoto e salta al primo urto.


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