Nastro velo vetro per cartongesso: cos'è, caratteristiche e formati

Team VELOBOX · Ultimo aggiornamento 14 giugno 2026 · 8 min di lettura

Cos'è il nastro velo vetro per cartongesso: feltro in fibra di vetro per armare i giunti. Grammatura, formati dei rotoli e differenze con rete e carta.

Rotolo di nastro velo vetro in feltro di fibra di vetro per i giunti del cartongesso, parzialmente srotolato su una parete in cartongesso

Il nastro velo vetro è un feltro non tessuto in fibra di vetro, largo in genere 50 mm, che si annega nello stucco fresco per armare i giunti del cartongesso ed evitare le crepe. Pesa circa 50 g/m², ha spessore minimo e — a differenza della carta microforata — non va bagnato prima della posa.

In questa guida vediamo cos’è il velo vetro, le sue caratteristiche tecniche (grammatura, larghezza, formati dei rotoli), a cosa serve davvero in cantiere e in cosa si distingue dagli altri nastri di armatura. È la scheda di riferimento sul materiale; per la posa passo-passo e per il confronto con rete e carta trovi le guide dedicate più sotto.

Cos’è il velo vetro (e perché si chiama così)

Il velo vetro è un velo non tessuto in fibra di vetro: sottilissime fibre di vetro disposte in modo casuale e legate tra loro a formare un feltro continuo. Non è tessuto né a maglia — ed è proprio questa la differenza che conta rispetto alla rete in fibra di vetro, che è invece una griglia regolare.

La disposizione casuale delle fibre dà al velo una resistenza uniforme in tutte le direzioni: non ha un “verso” più forte e uno più debole come una maglia. Annegato nello stucco, crea un’armatura continua che distribuisce i micro-movimenti delle lastre su una fascia più larga, evitando la classica fessurazione lungo la fuga.

Macro della trama in fibra di vetro del velo vetro: fibre sottili intrecciate in modo casuale a formare un feltro non tessuto

Il nome cambia da cantiere a cantiere e da catalogo a catalogo, ma il materiale è sempre lo stesso. Lo trovi come:

  • velo vetro o nastro in velo vetro (la forma più cercata, staccata)
  • velovetro (tutto attaccato, gergo da addetti)
  • feltro di vetro o feltro in fibra di vetro
  • nastro in fibra di vetro per giunti

Sono sinonimi. L’unica vera trappola terminologica è confonderlo con la rete in fibra di vetro: stesso materiale di base, ma struttura, spessore e modo di posa completamente diversi.

Caratteristiche tecniche del nastro velo vetro

Le specifiche variano un po’ tra produttori, ma il nastro velo vetro per giunti di cartongesso ha valori di riferimento abbastanza costanti:

CaratteristicaValore tipico
MaterialeFeltro non tessuto in fibra di vetro
Grammatura~50 g/m² (varianti più leggere ~35, più pesanti fino a ~75)
Larghezza50 mm (lo standard per i giunti)
Lunghezza rotoloda 25 m (vendita al banco) fino a 45 m e oltre (professionale)
SpessoreMinimo, frazioni di millimetro
PosaAnnegato nel primo strato di stucco fresco
Comportamento al fuocoIncombustibile (la fibra di vetro non brucia)
Sensibilità all’umiditàStabile: non si gonfia né va bagnato prima della posa

← scorri per vedere tutto →

Due numeri meritano un commento. La grammatura è il dato che distingue i prodotti: un velo da circa 50 g/m² è il compromesso giusto tra robustezza e spessore per la stuccatura dei giunti; veli più leggeri (~35 g/m²) si posano in modo ancora più invisibile ma sono pensati più per rivestire superfici che per armare giunti vivi. La larghezza di 50 mm è quasi un’unità di misura del settore: copre la fuga e un margine sufficiente di lastra per ancorare bene l’armatura — ed è il formato su cui sono tarati gli accessori di posa, VELOBOX compreso.

Come riconoscere un buon velo vetro: è di un bianco uniforme, ha una mano morbida e leggermente “lanosa” (le fibre non sono incollate a maglia rigida) e si strappa pulito nel senso trasversale senza filare. Un velo troppo rado lascia intravedere lo stucco e arma meno; uno troppo denso fa spessore e si rasa peggio. Diffida dei rotoli con bordi sfilacciati o fibre che si staccano già al tatto: si poseranno male e lasceranno pelucchi nello stucco.

La funzione del velo vetro è una sola, ma decisiva: armare il giunto tra due lastre perché non crepi. Due pannelli adiacenti si muovono in modo leggermente diverso al variare di temperatura e umidità; senza un nastro che leghi i due bordi, prima o poi la fuga si fessura e la crepa affiora attraverso la pittura.

Il velo vetro lavora particolarmente bene sui giunti non smussati (piani) — i lati tagliati delle lastre, le riprese, gli innesti — dove non c’è l’incavo di fabbrica a nascondere il nastro e serve quindi lo spessore più sottile possibile. È anche la scelta di chi cerca una superficie più piana per la rasatura ai livelli di finitura più alti.

Il principio di posa è semplice: un primo letto di stucco, il velo vetro annegato e tirato bene, un secondo strato di copertura, poi carteggiatura e rasatura. La sequenza completa, con attrezzi ed errori da evitare, è nella guida come applicare il velo vetro sui giunti del cartongesso. Il livello di finitura sopra il giunto armato — da Q1 a Q4 — è codificato dalla norma UNI 11424 ed è spiegato nella guida sulla stuccatura dei giunti e i livelli Q1–Q4.

Velo vetro, rete o carta: le differenze in breve

Il velo vetro non è l’unico nastro di armatura, ed è importante non confonderlo con gli altri due:

  • Velo vetro — feltro non tessuto, da annegare nello stucco. Spessore minimo, finitura liscia, ideale sui giunti piani e di taglio.
  • Carta microforata — il nastro storico, massima resistenza in trazione, insostituibile sui giunti smussati di fabbrica e negli angoli interni.
  • Rete autoadesiva in fibra di vetro — maglia elastica che si applica a secco, rapidissima per le riparazioni ma con più spessore e, su stucchi in pasta, più rischio di crepe.

Il confronto completo, giunto per giunto, è nella guida velo vetro, carta microforata o rete: quale nastro usare.

Quanto velo vetro serve e quanto costa

Il consumo è facile da stimare: circa 1 metro di nastro per ogni metro lineare di giunto, più un piccolo margine per gli innesti e i tagli. Un rotolo da 45 m copre quindi circa 45 metri di fuga al netto degli sfridi: per fare un’idea, una stanza con qualche parete e un controsoffitto si misura in decine di metri di giunto, quindi è normale consumare più rotoli a cantiere.

Sul costo, il velo vetro è uno dei materiali di consumo più economici della stuccatura: pochi euro a rotolo, ben sotto il costo dello stucco che serve a posarlo. La voce di spesa vera non è il nastro, è il tempo di posa.

Si trova nelle rivendite edili, nei centri specializzati in cartongesso, in alcune ferramenta e online; i marchi più diffusi sono Knauf, Gyproc (Saint-Gobain), Fassa Bortolo e Akifix. Al momento dell’acquisto controlla due cose: che sia la versione da annegare (non autoadesiva) se cerchi la finitura migliore, e la larghezza da 50 mm, lo standard per i giunti.

Due rotoli di nastro velo vetro da 50 mm accanto a una spatola e a un secchiello di stucco, su un banco da lavoro

Come si applica, in sintesi

Per chi vuole solo il riassunto della posa:

  1. Stendi un primo strato di stucco a presa lungo la fuga.
  2. Annega il velo vetro nello stucco fresco, tirandolo bene con la spatola per togliere bolle e pieghe.
  3. Copri con un secondo strato di stucco, lisciando i bordi a zero.
  4. A secco, carteggia e rasa fino al livello di finitura richiesto.

Il collo di bottiglia non è il materiale, è il gesto ripetuto: srotolare, tendere, tagliare, decine di volte. È esattamente il problema per cui è nato VELOBOX, il dispenser brevettato che eroga il velo vetro (e anche carta microforata e retina) con una sola mano, a tensione costante e con un taglio netto integrato — l’unico applicatore sul mercato compatibile con il velo vetro.

Il dispenser VELOBOX eroga verticalmente il nastro velo vetro tenuto con una sola mano in cantiere

Vedi anche le istruzioni d’uso passo-passo di VELOBOX con i tre adattatori per velo vetro, carta microforata e retina.

Domande frequenti

Che cos’è il velo vetro? È un feltro non tessuto in fibra di vetro: un nastro sottile con le fibre disposte in modo casuale, che si annega nello stucco fresco per armare i giunti del cartongesso. Si chiama anche velovetro, feltro di vetro o nastro in fibra di vetro.

Quanto pesa il velo vetro? Che grammatura ha? Il nastro per giunti ha una grammatura tipica intorno ai 50 g/m². Esistono veli più leggeri (~35 g/m²) e versioni più pesanti (fino a ~75 g/m²); per i giunti del cartongesso il riferimento è il velo bianco da circa 50 g/m².

Che differenza c’è tra velo vetro e nastro in fibra di vetro? Sono lo stesso materiale: il velo vetro è fatto di fibra di vetro. L’ambiguità nasce con la rete in fibra di vetro, che è invece una maglia autoadesiva più spessa. Il velo è un feltro da annegare nello stucco; la rete è una griglia elastica da applicare a secco.

Dove si compra il nastro velo vetro? Nelle rivendite edili, nei centri specializzati in cartongesso, in alcune ferramenta e online. Lo producono Knauf, Gyproc, Fassa Bortolo, Akifix e altri. Formato più diffuso: rotolo da 50 mm di larghezza, lunghezza da 25 m in su.

Il velo vetro è autoadesivo? La versione classica da professionisti non è autoadesiva: si annega nello stucco fresco. Esistono anche veli autoadesivi, più rapidi ma con un piccolo spessore. Per la finitura migliore si preferisce quella da annegare.


Vuoi provare VELOBOX per primo? Iscriviti alla lista d’attesa.

Applica il nastro più in fretta con VELOBOX

Iscriviti alla lista d'attesa